{"id":3627,"date":"2019-09-05T10:41:37","date_gmt":"2019-09-05T10:41:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.logoutmedia.it\/?p=3627"},"modified":"2019-09-05T10:41:37","modified_gmt":"2019-09-05T10:41:37","slug":"anche-facebook-pensa-a-nascondere-i-like-ma-e-unillusione-i-mi-piace-finiscono-sotto-al-tappeto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/anche-facebook-pensa-a-nascondere-i-like-ma-e-unillusione-i-mi-piace-finiscono-sotto-al-tappeto\/","title":{"rendered":"Anche Facebook pensa a nascondere i Like. Ma \u00e8 un&#8217;illusione: i &#8216;Mi piace&#8217; finiscono sotto al tappeto"},"content":{"rendered":"<div class=\"gedi-row\">\n<div class=\"gedi-column-12\">\n<div class=\"detail_summary\"><em><strong>Dopo i test di Instagram anche la piattaforma principale di\u00a0Menlo\u00a0Park potrebbe testare l&#8217;oscuramento del numero degli apprezzamenti, che rimarrebbe comunque visibile all&#8217;autore di un post. Perch\u00e9 \u00e8 una falsa rivoluzione\u00a0che gioca con la nostra psicologia\u00a0<\/strong><\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"gedi-row\">\n<div class=\"gedi-column-8\">\n<div class=\"detail_body\"><span data-contrast=\"auto\">DOPO i test di\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/tecnologia\/social-network\/2019\/07\/17\/news\/instagram_oscura_i_like_non_saranno_piu_visibili_sotto_i_post-231420219\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span data-contrast=\"none\">Instagram<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\">,\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">lanciati in alcuni Paesi a partire dal Canada e da luglio anche in Italia, pure\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/tecnologia\/social-network\/2019\/07\/25\/news\/zuckerberg_dopo_la_stangata_privacy_al_centro_e_una_sola_grande_chat_-232001672\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span data-contrast=\"none\">Facebook<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\">\u00a0ci starebbe pensando. A cosa? A nascondere il conteggio dei Like, i<\/span><span data-contrast=\"auto\">l numero dei<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0Mi piace sotto a ogni contenuto pubblicato in bacheca<\/span><span data-contrast=\"auto\">: testi, foto, video o altro<\/span><span data-contrast=\"auto\">. Sparirebbe la classica formula &#8220;Pippo e altri 54&#8221; di fianco alle\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/tecnologia\/social-network\/2016\/02\/24\/news\/facebook_reactions_da_oggi_il_mi_piace_non_e_piu_solo-134124337\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span data-contrast=\"none\">reazioni<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\">\u00a0possibili &#8211; come noto, da\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">tre anni<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0al pollicione si sono aggiunte altre faccette che esprimono rabbia, stupore, amore e cos\u00ec via &#8211; per lasciare qualcosa tipo &#8220;Piace a Pippo e ad altre persone&#8221;. Una formula generica, come accade ai piccoli test sull&#8217;applicazione gemella, che nell&#8217;<\/span><span data-contrast=\"auto\">ottica di\u00a0<\/span>Menlo\u00a0P<span data-contrast=\"auto\">ark\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">dovrebbe disinnescare competizioni e invidie a suon di Like, spingere gli utenti meno attivi a non temere il confronto e a pubblicare comunque contenuti che potrebbero non incassare chiss\u00e0 quale gradimento<\/span>\u00a0<span data-contrast=\"auto\">da influencer<\/span><span data-contrast=\"auto\">.<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0Ma che\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">magari\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">hanno senso di esistere per la loro espressivit\u00e0 e creativit\u00e0 (oltre che per il tornaconto della piattaforma<\/span><span data-contrast=\"auto\">, sempre concentrata a sgonfiare il pubblico degli osservatori silenti<\/span><span data-contrast=\"auto\">).<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0Per cercare di rendere i social,\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">recuperando<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0le parole di qualche tempo fa riferite a Instagram, &#8220;<\/span><span data-contrast=\"auto\">un luogo dove tutti possano sentirsi liberi di esprimere\u00a0<\/span>se\u00a0stessi. Ci\u00f2 significa aiutare le persone a porre l&#8217;attenzione su foto e video condivisi e non su quanti Like ricevono<span data-contrast=\"auto\">&#8220;<\/span><span data-contrast=\"auto\">.\u00a0<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"detail_body\">\n<div><span data-contrast=\"auto\">L&#8217;attenta\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">ricercatrice\u00a0<\/span><a href=\"https:\/\/wongmjane.com\/blog\/fb-hiding-likes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span data-contrast=\"none\">Jane Manchun Wong<\/span><\/a><span data-contrast=\"auto\">\u00a0ha infatti individuato, nel codice dell&#8217;app di Facebook per Android, una serie di istruzioni utili a mettere in atto, volendo, questa piccola rivoluzione. Il sito\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">TechCrunch<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0ha poi chiesto conferma al colosso<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0californiano<\/span><span data-contrast=\"auto\">, che in effetti ha spiegato di aver avviato dei test anche se non direttamente sugli utenti. Insomma, solo a livello di progettazione dell&#8217;app. Proprio come su Instagram,<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0anche su Facebook<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0l&#8217;unico a poter ancora visualizzare il numero preciso delle\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">&#8220;<\/span><span data-contrast=\"auto\">reaction<\/span><span data-contrast=\"auto\">&#8220;<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0incassate sarebbe l&#8217;autore del post. A livello pubblico rimarrebbe<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0tuttavia<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0disponibile l&#8217;elenco degli utenti<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0che hanno cliccato una qualche faccina<\/span><span data-contrast=\"auto\">, dal quale a dire il vero non sarebbe complicato capire se un contenuto abbia avuto o meno successo: basterebbe scrollare la lista.\u00a0\u00a0<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span data-contrast=\"auto\">Cos\u00ec, invece di introdurre l&#8217;unica, vera rivoluzione che cambierebbe nel profondo la grammatica del social network &#8211; l&#8217;agognato\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">e pi\u00f9 volte richiesto pulsante\u00a0<\/span>Dislike\u00a0o Non mi piace<span data-contrast=\"auto\">\u00a0 &#8211;\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0Facebook tenta una complicata\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">operazione\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">ingegneristica\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">di maquillage sociale.\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">Fa<\/span><span data-contrast=\"auto\">r<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0credere di aver eliminato il Like ma, di fatto,\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">buttarlo sotto il tappeto. A<\/span><span data-contrast=\"auto\">lla piattaforma<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0il bottone serve come l&#8217;aria<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0perch\u00e9, sebbene esistano decine di altre metriche e parametri, il Mi piace \u00e8 la pietra angolare delle strategie con cui il\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">sito ci sottopone la pubblicit\u00e0. Pubblicit\u00e0<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0da cui ricava pressoch\u00e9 la totalit\u00e0 dei suoi guadagni. Senza sapere cosa ci piaccia,<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0e senza che\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">glielo diciamo<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0noi disseminando i nostri apprezzamenti sulla piattaforma,<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0Facebook dovrebbe davvero ripartire da zero. E anche se il numero totale dei Mi piace dovesse essere davvero nascosto\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">sotto ai post di<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0tutti gli utenti, non sparirebbe affatto: rimarrebbe l\u00ec, in un nuovo esperimento psicologico che dal punto di vista del modello di business dell&#8217;azienda non cambia una virgola.<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0Quei dati non sarebbero pi\u00f9 visibili all&#8217;audience ma resterebbero a disposizione non solo dell&#8217;autore ma anche del social.<\/span><\/div>\n<div><span data-contrast=\"auto\">La storia del pollicione \u00e8\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">infatti\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">piuttosto\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">articolata<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0e si lega a doppia mandata alle strategie di marketing degli anni Novanta<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0nate nel mondo dell&#8217;advertising tradizionale<\/span><span data-contrast=\"auto\">. La &#8220;Like economy&#8221; di cui avevano parlato\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">Carolin<\/span>\u00a0Gerlitz\u00a0e Anne\u00a0Helmond<span data-contrast=\"auto\">\u00a0in un libro del 2013<\/span>\u00a0<span data-contrast=\"auto\">e che Facebook ha costruito<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0nel tempo<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0\u00e8 infatti radicata nel<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0campo di studio sul piacere nell&#8217;ambito del mar<\/span><span data-contrast=\"auto\">keting, inaugurato<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0a\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">sua<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0volta ben prima dell&#8217;espansione del web<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0per come l&#8217;abbiamo conosciuto in questi ultimi dieci anni.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span data-contrast=\"auto\">Gli sviluppi\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">dell&#8217;ultimo decennio<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0confermano<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0queste radici profonde<\/span><span data-contrast=\"auto\">:<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0l&#8217;invenzione del tasto &#8220;Like&#8221;\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">non si deve infatti a Facebook ma a<\/span>\u00a0<span data-contrast=\"auto\">FriendFeed<\/span><span data-contrast=\"auto\">,\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">un aggregatore\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">che nacque nel 2007,\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">tre anni dopo il social blu.<\/span>\u00a0<span data-contrast=\"auto\">Un paio di anni pi\u00f9 tardi<\/span><span data-contrast=\"auto\">, nel 2009,<\/span>\u00a0<span data-contrast=\"auto\">venne acquistato da Mark Zuckerberg\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">e\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">dopo l&#8217;acquisizione continu\u00f2 a funzionare per sei anni senza alcun aggiornamento, fino alla definitiva chiusura nel 2015.\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">La missione che doveva svolgere, infatti, era stata esaudita: a Facebook occorreva fondamentalmente una serie di tecnologie e invenzioni che erano state lanciate proprio su\u00a0<\/span>FriendFeed. Una di queste, oltre agli aggiornamenti in tempo reale della pagina, era proprio il bottone Like.\u00a0<span data-contrast=\"auto\">Dopo un breve periodo di p<\/span><span data-contrast=\"auto\">reparazione, il 9 febbraio 2009 &#8211;<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0appen<\/span><span data-contrast=\"auto\">a dieci anni fa a pensarci bene &#8211;<\/span>\u00a0<span data-contrast=\"auto\">il pulsante\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">avrebbe\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">infine\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">esordito su<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0Facebook. A<\/span><span data-contrast=\"auto\">utore del trasloco fu\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">Justin\u00a0<\/span>Rosenstein, allora 26enne con un&#8217;esperienza da Google alle spalle che qualche anno dopo avrebbe fortemente presto le distanze dalle logiche sottese al Mi piace: nell&#8217;ottobre\u00a0<span data-contrast=\"auto\">di due anni fa<\/span>\u00a0<span data-contrast=\"auto\">ha infatti<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0rinunciato a usare il social in cui aveva lavorato, spiegando che &#8220;il tasto &#8216;Mi piac\u00e8 di Facebook \u00e8 una fonte di\u00a0<\/span>pseudopiacere. Tutti sono distratti, sempre&#8221;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><span data-contrast=\"auto\">S<\/span><span data-contrast=\"auto\">pesso, nella percezione\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">falsamente\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">intimistica della bacheca, tendiamo a considerare il Mi piace come un affare fra noi e l&#8217;autore del post. Sono io che lo clicco, sar\u00e0 lui che ci bada.<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0Ed \u00e8 su questa visione<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0ristretta, giusta ma limitata,<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0che i test di questo periodo condotti dal gigante intendono portarci.\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">Tentando di avvalorare l&#8217;equazione per cui se non si vede pi\u00f9 il numero dei Like di fatto \u00e8 come se il Mi piace fosse sparito.\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">Purtroppo n<\/span><span data-contrast=\"auto\">on \u00e8 (solo) cos\u00ec: il Mi piace \u00e8\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">in realt\u00e0\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">il primo e pi\u00f9 importante sassolino che distribuiamo sulla piattaforma. Prova ne sia il fatto che, semplicemente accedendo alle Impostazioni, siamo in grado di ripercorrere all&#8217;indietro tutte le nostre azioni sul sito accedendo al &#8220;Registro att<\/span><span data-contrast=\"auto\">ivit\u00e0&#8221;. Dove si ritrovano appunto anche i L<\/span><span data-contrast=\"auto\">ike sparpagliati da sempre: una ragnatela di apprezzamenti.<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0Volendo, pochi lo sanno, possiamo rimuoverli anche dopo molto tempo.<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0O a<\/span><span data-contrast=\"auto\">ncora, si pensa\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">di frequente<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0che i Mi piace siano del tutto gratuiti. Questo non \u00e8\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">del tutto\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">vero. Al netto delle agenzie specializzate che spesso navig<\/span><span data-contrast=\"auto\">ano sul filo della legalit\u00e0, i L<\/span><span data-contrast=\"auto\">ike (per un<\/span><span data-contrast=\"auto\">a<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0o pi\u00f9 Pagine che si curino) si possono acquistare\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">tramite<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0campagne pubblicitarie che chiunque pu\u00f2 impostare attraverso la piattaforma dedicata del social.\u00a0<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span data-contrast=\"auto\">Insomma, i<\/span><span data-contrast=\"auto\">l Like \u00e8\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">per antonomasia\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">la chiave della\u00a0<\/span>dati<span data-contrast=\"auto\">ficazione<\/span>\u00a0delle nostre vite\u00a0<span data-contrast=\"auto\">e pensare che Facebook vi possa rinunciare con\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">tanta\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">facilit\u00e0 \u00e8 un&#8217;illusione. Piuttosto, le sperimentazioni\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">di questi mesi\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">ci raccontano di un tentativo parecchio pi\u00f9 scivoloso: n<\/span><span data-contrast=\"auto\">ascondere i<\/span><span data-contrast=\"auto\">l numero totale dei<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0Like<\/span><span data-contrast=\"auto\">, per disinnescare le accus<\/span><span data-contrast=\"auto\">e di alimentare la dittatura dell&#8217;ottimismo<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0o chiss\u00e0 quali altre depressioni e frustrazioni<\/span><span data-contrast=\"auto\">, non significa infatti eliminarli dal proprio Dna. Tutto il contrario: vuol dire<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0invece<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0riconoscere, e\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">ammettere, la centralit\u00e0 di quell&#8217;elemento<\/span><span data-contrast=\"auto\">. Tanto da buttarlo sotto il tappeto.<\/span><\/div>\n<div><span data-contrast=\"auto\">Pi\u00f9 coraggioso sarebbe affiancare\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">finalmente\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">al Mi piace un pulsante esattamente simmetrico,\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">che faccia la stessa cosa e conceda al pubblico un potere<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0espressivo<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0uguale e contrario a quello del pollicione: il Non mi piace. Un passo ulteriore sarebbe\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">tenere in considerazione l&#8217;equilibrio fra\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">i due tipi di reazione ai post<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0per stabilire la gerarchia attraverso la quale i contenuti vengono\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">mostrati sulla bacheca degli utenti<\/span><span data-contrast=\"auto\">. Si pensi a un contenuto\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">xenofobo<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00a0o di odio del quale si mettono sempre in evidenza, con tono scandalizzato, le &#8220;migliaia di Like che ha ricevuto&#8221;: ma quanti sarebbero i\u00a0<\/span>Dislike, se fosse possibile\u00a0<span data-contrast=\"auto\">cliccare un esplicito Non mi piace<\/span><span data-contrast=\"auto\">?<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/tecnologia\/social-network\/2019\/09\/03\/news\/anche_facebook_pensa_a_nascondere_i_like_ma_e_un_illusione_i_mi_piace_finiscono_sotto_al_tappeto-235067068\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Repubblica<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo i test di Instagram anche la piattaforma principale di\u00a0Menlo\u00a0Park potrebbe testare l&#8217;oscuramento del numero degli apprezzamenti, che rimarrebbe comunque visibile all&#8217;autore di un post. 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