{"id":3590,"date":"2019-07-09T09:39:09","date_gmt":"2019-07-09T09:39:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.logoutmedia.it\/?p=3590"},"modified":"2019-07-15T09:31:06","modified_gmt":"2019-07-15T09:31:06","slug":"approccio-apple-pubblicita-online","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/approccio-apple-pubblicita-online\/","title":{"rendered":"Pubblicit\u00e0 tracciante: la tecnologia Apple per proteggere la privacy"},"content":{"rendered":"<p>La\u00a0<strong>Coalition for Better Ads<\/strong>\u00a0\u00e8 la coalizione nata qualche anno fa dall&#8217;alleanza di aziende e associazioni internazionali che operano nel mondo dei media online. L&#8217;obiettivo dell&#8217;alleanza \u00e8 migliorare il rapporto tra l&#8217;esperienza d&#8217;uso dei siti e le pubblicit\u00e0 online. La\u00a0<em>Coalition<\/em>\u00a0ha rilasciato alcuni dati sull&#8217;<strong>advertising online<\/strong>. Secondo lo studio,\u00a0<strong>6 formati pubblicitari per desktop<\/strong>\u00a0(tra cui pop-up, video che si avviano automaticamente con audio attivo, etc.) e\u00a0<strong>12 per mobile<\/strong>\u00a0(come pop-up, video a tutto schermo, sticker ads, etc.) sono percepiti come invasivi e quindi ritenuti responsabili del\u00a0<strong>peggioramento dell&#8217;esperienza utente<\/strong>. Gli utenti per evitarli si affidano a diversi tipi di\u00a0<em>ad-blocking<\/em>.<\/p>\n<p>Spesso gli annunci, non solo sono troppo persistenti, ma invadono la\u00a0<strong>privacy degli utenti<\/strong>, sottraendo informazioni sensibili sui loro\u00a0<strong>movimenti online<\/strong>, attraverso siti web e inserzioni pubblicitarie di ogni tipo. Lo studio ha analizzato le preferenze di circa 25.000 utenti di diversi mercati, nello specifico Stati Uniti ed Europa, in relazione alla fruizione di contenuti da desktop e mobile.<\/p>\n<p>Questa attivit\u00e0 ha permesso alla\u00a0<em>Coalition<\/em>\u00a0di tracciare quanto\u00a0<strong>disagio e invasione della privacy<\/strong>\u00a0provocano le pubblicit\u00e0. Questo problema affligge sempre di pi\u00f9 la\u00a0<strong>user experience<\/strong>, e sono tante le aziende e case produttrici che si sono mosse per limitarne i danni e garantire all&#8217;utente una navigazione spedita e sicura. Tra queste c&#8217;\u00e8 anche\u00a0<strong>Apple<\/strong>, che ha escogitato un metodo capace di accontentare utenti e inserzionisti: il\u00a0<strong>Privacy Preserving Ad Click Attribution<\/strong>.<\/p>\n<h2><strong>Le pubblicit\u00e0 invadenti: come funzionano?<\/strong><\/h2>\n<p>L&#8217;utente che naviga online, incappa in tanti tipi di annunci pubblicitari: quelli presenti nelle SERP dei motori di ricerca, finestre pop-up,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fastweb.it\/web-e-digital\/tendenze-pubblicita-video-online\/\">video<\/a>, banner e tanti altri. Questi metodi permettono alle aziende di promuovere i propri prodotti o servizi sul web. Ogni volta che un utente clicca su un\u00a0<strong>annuncio online<\/strong>, questa azione viene registrata dal sistema che tiene traccia degli spostamenti tra le pagine dentro e fuori il sito web.Ogni\u00a0<strong>pubblicit\u00e0 online<\/strong>\u00a0ha quindi dei veri e propri\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fastweb.it\/web-e-digital\/come-funziona-la-pubblicita-tracciante\/\"><strong>tracciatori invisibili<\/strong><\/a>, che seguono l&#8217;utente nel percorso eseguito online.<\/p>\n<p>Grazie alla loro capacit\u00e0 di seguire l&#8217;utente, riescono a creare un\u00a0<strong>profilo delle sue abitudini online<\/strong>, in modo da sapere dove fa clic o meno, i suoi interessi, gli acquisti fatti online oppure quando ha messo dei\u00a0<strong>prodotti nel carrello<\/strong>, e cos\u00ec via. Insomma, gli inserzionisti possono conoscere le mosse degli utenti, e questi ultimi spesso forniscono tali informazioni in modo inconsapevole.<\/p>\n<h2><strong>La soluzione di Apple<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Apple<\/strong>\u00a0vuole tutelare l&#8217;utenza e lo ha ribadito all&#8217;interno del suo\u00a0<strong>blog ufficiale<\/strong>\u00a0nei giorni scorsi. Per farlo ha inventato l&#8217;attribuzione di clic sull&#8217;<strong>annuncio della privacy<\/strong>. Secondo Apple, non hai bisogno di condividere con nessun altro che hai comprato qualcosa online. Gli\u00a0<strong>inserzionisti<\/strong>\u00a0dovrebbero solo sapere che qualcuno \u2013 non una specifica persona \u2013 ha fatto clic su un annuncio di un sito web, magari acquistando poi qualcosa dalla stessa piattaforma. La nuova tecnologia pu\u00f2 aiutare cos\u00ec a\u00a0<strong>preservare la privacy degli utenti<\/strong>\u00a0senza ridurre l&#8217;efficacia delle campagne pubblicitarie. Questa tecnologia chiamata\u00a0<strong>Privacy Preserving Ad Click Attribution\u00a0<\/strong>sar\u00e0 presto disponibile su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fastweb.it\/web-e-digital\/come-aggiungere-la-ricerca-di-su-ios-message-e-safari\/\"><strong>Safari<\/strong><\/a>.<\/p>\n<h2><strong>Come funzioner\u00e0 la tecnologia Apple per &#8220;limitare&#8221; la pubblicit\u00e0 online?<\/strong><\/h2>\n<p>John Wilander, ingegnere Webkit, ha presentato la tecnologia sottolineando quali sono i limiti che ogni inserzionista dovrebbe porsi per\u00a0<strong>non invadere la privacy degli utenti<\/strong>. Per esempio, \u00e8 importante che un sito web non sappia quali sono le mosse dell&#8217;utente quando esce dalle sue pagine ed entra in un&#8217;altra piattaforma. Un altro dato importante \u00e8 che gli utenti non dovrebbero essere identificati in modo univoco.<\/p>\n<p>Con questo metodo, Apple vuole quindi limitare la portata di\u00a0<strong>cookie<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>tracking pixel<\/strong>. Queste tecnologie invadono la privacy, creando un profilo utente in cui si trova il percorso fatto online, dal primo clic fino alla conversione. Il team di Webkit chiama questo metodo<strong>\u00a0cross-site tracking<\/strong>, e ammette che grazie a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fastweb.it\/smartphone-e-gadget\/ios-safari-trucchi-e-consigli-per-l-utilizzo\/\">Safari<\/a> finalmente si potr\u00e0 superare. Tutto grazie alla tecnologia\u00a0<strong>Intelligent Tracking Prevention (ITP)<\/strong>\u00a0applicata praticamente al\u00a0<strong>Privacy Preserving Ad Click Attribution.<\/strong><\/p>\n<p>Parliamo di un metodo all&#8217;avanguardia per\u00a0<strong>tracciare gli annunci<\/strong>\u00a0venendo incontro agli utenti. La tecnologia per funzionare ha bisogno di\u00a0<strong>tre passaggi<\/strong>. Il primo riguarda l&#8217;archiviazione di clic sugli annunci, fatto dalla pagina che ospita l&#8217;inserzione pubblicitaria. Il secondo se i clic sull&#8217;annuncio corrispondono poi a conversioni sul sito. L&#8217;ultimo passaggio \u00e8 eseguito dal browser che invia i dati all&#8217;inserzionista, ed in particolare lo informa se al clic sull&#8217;annuncio corrisponde anche la conversione.<\/p>\n<p>Non si sa ancora bene come la tecnologia verr\u00e0 messa in pratica e soprattutto quando verr\u00e0 lanciata. Apple per\u00f2 si augura che gli utenti la apprezzeranno e sfrutteranno per incrementare il loro livello di\u00a0<strong>privacy e sicurezza<\/strong>.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.fastweb.it\/web-e-digital\/approccio-apple-pubblicita-online\/\">Fastweb<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La\u00a0Coalition for Better Ads\u00a0\u00e8 la coalizione nata qualche anno fa dall&#8217;alleanza di aziende e associazioni internazionali che operano nel mondo dei media online. L&#8217;obiettivo dell&#8217;alleanza \u00e8 migliorare il rapporto tra l&#8217;esperienza d&#8217;uso dei siti e le pubblicit\u00e0 online. La\u00a0Coalition\u00a0ha rilasciato alcuni dati sull&#8217;advertising online. 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