{"id":128,"date":"2016-10-26T08:42:31","date_gmt":"2016-10-26T08:42:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.logoutmedia.it\/?p=128"},"modified":"2017-12-11T14:43:20","modified_gmt":"2017-12-11T14:43:20","slug":"ore-drammatiche-al-sole-24-ore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/ore-drammatiche-al-sole-24-ore\/","title":{"rendered":"Ore molte difficili al Sole 24 Ore"},"content":{"rendered":"<p>Queste sono le ore pi\u00f9 drammatiche nella storia del Sole 24 Ore. E quanto distanti dalla retorica di pochi mesi fa nelle celebrazioni per i 150 anni della testata. \u00abL&#8217;ha detto il Sole\u00bb certo, ma adesso non vorremmo dovere scoprire \u00abL&#8217;hanno fatto al Sole\u00bb, tra indagini giudiziarie e inchieste amministrative. Sia le une sia le altre avranno il loro corso, ma i giornalisti e tutti i lavoratori del gruppo (gli impiegati, i poligrafici, i grafici) non possono che sottolineare con forza di essere altro dallo sfacelo dei conti (sicuro, purtroppo) e da quanto, non ce lo auguriamo, ovvio, potr\u00e0 emergere di rilevante in ogni sede.<\/p>\n<p>La redazione del Sole 24 Ore in particolare ha le carte in regola per potere continuare a essere un punto di riferimento nel dibattito pubblico. Perch\u00e9 non \u00e8 stata silente e neppure reticente sui punti bui del passato. Che ci sono stati e sono stati segnalati. Non \u201cora per allora\u201d ma \u201callora per allora\u201d. Ce lo diciamo da soli? No, lo testimoniamo oggi e nei prossimi giorni con la pubblicazione quotidiana di un comunicato che conterr\u00e0 i discorsi tenuti dal comitato di redazione all&#8217;assemblea degli azionisti nel corso degli ultimi anni. Forse una piccola controstoria del Sole 24 Ore, sicuramente una storia alternativa. Dove c&#8217;\u00e8 dentro un po&#8217; di tutto e molto anche di quello che agita il nostro presente: dalle acquisizioni avventate, ai nodi della governance, alle remunerazioni dei manager, alla disponibilit\u00e0 dei giornalisti a lavorare per lo sviluppo senza tab\u00f9 o resistenze anacronistiche, alle diversificazioni improduttive sino ad arrivare alla svolta digitale con le sue luci e ombre.<\/p>\n<p>Siamo stati troppo facili profeti, Cassandre fastidiose? Certamente non siamo stati ascoltati. \u00abTuttavia non si dir\u00e0: i tempi erano oscuri. Ma: perch\u00e9 i loro poeti hanno taciuto?\u00bb, scrisse Brecht. I tempi non sono mai stati cos\u00ec oscuri e noi sicuramente non siamo poeti. Almeno per\u00f2 non abbiamo taciuto.<\/p>\n<p>Il Cdr<\/p>\n<p>INTERVENTO DEL CDR ALL\u2019ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI DEL 2011<\/p>\n<p>Signor presidente, signora amministratore delegato, signori sindaci, signori consiglieri, signori azionisti,<\/p>\n<p>interveniamo qui, ancora una volta, \u00e8 la quarta, come rappresentanti dei giornalisti e come azionisti.<\/p>\n<p>C&#8217;era una volta Il Sole 24 Ore, un&#8217;azienda editoriale considerata modello nel settore, in grado di distribuire pingui dividendi all&#8217;azionista, isola felice in un panorama non sempre entusiasmante, capace di raggiungere punte di eccellenza nell&#8217;informazione economico finanziaria e in quella giuridica e politica, con un&#8217;area professionale in grado di essere in anticipo sui concorrenti quanto a qualit\u00e0 dei prodotti e dei servizi.<\/p>\n<p>Tutto questo, in soli due anni, \u00e8 stato gravemente compromesso.<\/p>\n<p>Per il secondo anno consecutivo, infatti, siamo qui a esprimere il nostro parere su un bilancio pesantemente in rosso. Il 2010, che doveva essere l&#8217;anno del rilancio dopo il disastroso 2009, si \u00e8 chiuso al contrario con una perdita di 40 milioni di euro: il Gruppo ha cos\u00ec bruciato 92 milioni in due anni.<\/p>\n<p>Ve lo diciamo subito: noi bocciamo questo bilancio, perch\u00e9 esprimiamo un parere fortemente critico sulla gestione di questo Gruppo.<\/p>\n<p>Il verdetto dei numeri del resto \u00e8 impietoso: il margine operativo lordo, positivo per quasi 50 milioni nel 2008, si \u00e8 liquefatto. Le copie sono calate pesantemente, attestandosi a 265mila, un&#8217;ulteriore pesante diminuzione rispetto alle 296mila di circa un anno fa; la pubblicit\u00e0 non d\u00e0 segni di risveglio e continua una caduta libera anche pi\u00f9 accentuata rispetto ai concorrenti.<\/p>\n<p>Eppure la redazione \u00e8 rimasta nella sostanza la stessa, la stessa che ha garantito nel tempo l&#8217;affermarsi di un modello informativo unico per capacit\u00e0 di coniugare approfondimento e tempestivit\u00e0, qualit\u00e0 della cronaca e lucidit\u00e0 delle analisi, un punto di riferimento nella narrazione dell&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Guardiamo ancora i numeri allora: il tesoretto di 240 milioni di euro raccolto nelle casse del Gruppo all&#8217;indomani della quotazione in Borsa \u00e8 ormai ridotto a poco pi\u00f9 di un terzo. \u00c8 stato forse impiegato per rafforzare le attivit\u00e0 core? No, \u00e8 stato prosciugato da una campagna di acquisizioni bocciata dagli stessi risultati economici che ha prodotto.<\/p>\n<p>Dal 2006 sono stati spesi oltre 130 milioni di euro in uno shopping societario che ha anche mutato la fisionomia dell&#8217;azienda, distraendola dal suo core business. \u00c8 aumentato in questo modo il valore aggiunto del Gruppo? Non ci sembra: le acquisizioni non hanno portato guadagni, bens\u00ec svalutazioni per oltre 30 milioni, finora, e una perdita complessiva di 12 milioni. Ne hanno fatto le spese tutti, o quasi: i piccoli azionisti hanno visto precipitare il titolo del 75% dalla quotazione. Il fallimento di una strategia.<\/p>\n<p>L&#8217;iper-attivismo finanziario del management, che certo non ha trovato un freno da parte dell&#8217;azionista di riferimento, si \u00e8 accompagnato all&#8217;inerzia sul piano industriale, soprattutto per quanto riguarda il cuore del gruppo, che, sar\u00e0 il caso di ricordarlo, \u00e8 ancora un&#8217;azienda editrice. Sul quotidiano, sul marchio che d\u00e0 identit\u00e0 e valore alle attivit\u00e0 del Sole 24 Ore, non si \u00e8 investito. Al contrario, spesso sono state fatte scelte sbagliate, alle quali ora si deve porre rimedio in fretta.<\/p>\n<p>Ora la realt\u00e0 \u00e8 quella di un&#8217;azienda che prima stenta a definire strategie di sviluppo chiare e poi fatica a raggiungere gli obiettivi che si pone. Anche quando c&#8217;\u00e8 una situazione di crisi a imporre rapidit\u00e0, come nell&#8217;ultimo anno. Anche quando si tratta di ripescare ormai vecchi tormentoni, come l&#8217;integrazione tra carta e web: \u00e8 solo un esempio, poteva (ma pu\u00f2 ancora) essere realizzata senza sforzi, capitalizzando un vantaggio comparato rispetto ai concorrenti sul mercato editoriale, una redazione mai ostile all&#8217;innovazione, tanto da farsene stimolo anzich\u00e9 frenarla.<\/p>\n<p>L&#8217;azienda, per\u00f2, ha sprecato questo patrimonio, prima nicchiando sugli investimenti tecnologici necessari e da ultimo preferendo piuttosto innescare uno sterile conflitto con le parti sociali, inseguendo una vecchia logica d&#8217;intervento, propria di chi si rassegna a veder scendere sempre pi\u00f9 la linea dei ricavi e si concentra esclusivamente sul taglio dei costi, in una spirale autolesionistica che non pu\u00f2 condurre alla messa in sicurezza dell&#8217;azienda, bens\u00ec solo al suo progressivo e inevitabile depauperamento.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 allora davvero sorprendere la perdita di 40 milioni scavata nel bilancio appena chiuso? No, in assenza di iniziative e investimenti, non poteva essere altrimenti.<\/p>\n<p>Per convincersene basta guardare cosa si nasconde dietro quei 40 milioni. Quello che le pagine della relazione finanziaria non raccontano a fondo \u00e8 che l&#8217;azienda si \u00e8 trovata per buona parte dell&#8217;anno con una governance a handicap. Nel giro di pochi mesi sono usciti tutti i dirigenti di prima linea, l&#8217;amministratore delegato del gruppo, il direttore generale dell&#8217;editrice, il direttore delle risorse umane (curiosamente assunto nell&#8217;azienda di uno dei nostri consiglieri di amministrazione),il direttore generale della System, il responsabile della business unit online. E sono stati tutti sostituiti con grande, troppa fatica, perdendo tempo prezioso all&#8217;indomani dell&#8217;apertura di uno stato di crisi aziendale. Da ultimo, anche il direttore del quotidiano \u00e8 stato avvicendato. Un cambio che rappresenta anche la sconfessione delle scelte editoriali fatte negli ultimi due anni. Non rimpiangiamo chi se n&#8217;\u00e8 andato, ci rammarichiamo per il lungo periodo passato, in mesi cruciali, senza una guida strutturata al timone del gruppo.<\/p>\n<p>Non vogliamo aprire una polemica sindacale in questa sede, non \u00e8 il luogo adatto. Ma non si pu\u00f2 tacere che tra le conseguenze di questa inerzia c&#8217;\u00e8 anche quella di stare sprecando gli ammortizzatori sociali concessi per lo stato di crisi ancora in atto, oltre che la disponibilit\u00e0 offerta dalla redazione del quotidiano a tutte, tutte, le richieste dell&#8217;azienda. Un&#8217;apertura di cui \u00e8 stato fatto un cattivo uso visti i risultati ottenuti. Eppure una riemersione era possibile, come testimonia l&#8217;andamento di altre grandi aziende editoriali.<\/p>\n<p>Ora si deve rimettere in fretta la nave sulla rotta dello sviluppo, investendo sulla centralit\u00e0 dell&#8217;informazione del quotidiano, che su qualsiasi mezzo si esprima, \u00e8 e deve essere sempre di pi\u00f9 il punto di riferimento della comunit\u00e0 economica, finanziaria, giuridica del Paese. Rispetto a questo obiettivo, il piano industriale presentato per il triennio 2011-13 sembra per\u00f2 timido, rinunciatario, sia sotto il profilo dei traguardi economici, sia sotto quello della filosofia d&#8217;intervento.<\/p>\n<p>Signor presidente, signor amministratore delegato, signori consiglieri, non fate l&#8217;errore di liquidare il nostro intervento come la rivendicazione di una rappresentanza sindacale. La crisi del Sole 24 Ore non \u00e8 un fatto che riguarda solo il futuro professionale di un certo numero di giornalisti o di dipendenti. Se \u00e8 vero che questo giornale rappresenta &#8211; per chi lo possiede ma anche per gli operatori economici che lo leggono e lo utilizzano tutti i giorni &#8211; un asset vitale, allora perch\u00e9 non cogliere questo momento difficilissimo per aprire un ripensamento sul controllo del Sole 24 Ore?<\/p>\n<p>Se un segnale di discontinuit\u00e0 serve, come pi\u00f9 volte auspicato dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, invitiamo a una riflessione di forte discontinuit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo scorso gennaio, l&#8217;ex presidente dell&#8217;Editrice, Innocenzo Cipolletta, scriveva in un suo articolo: \u00abSarebbe necessario che il quotidiano venisse quotato interamente sul mercato azionario e che investitori istituzionali stabili potessero averne quote significative. In questo modo, la gestione dell&#8217;azienda e il direttore del giornale non risponderanno solo a Confindustria, ma a una pluralit\u00e0 di azionisti interessati essenzialmente al risultato economico della casa editrice. Solo una redditivit\u00e0 elevata \u00e8 una garanzia di autonomia per un giornale rispetto ai propri azionisti\u00bb.<\/p>\n<p>Altri hanno immaginato di affidare il controllo a una fondazione.<\/p>\n<p>Ci sembrano proposte di buon senso. Una strada che se \u00e8 stata accantonata frettolosamente qualche anno fa come impropria, oggi potrebbe rappresentare una sfida davvero innovativa. Come si potrebbe, altrimenti, sostenere un nuovo inizio per questo giornale senza una partecipazione pi\u00f9 ampia dei tanti soggetti che rappresentano l&#8217;economia di questo Paese. Negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone la crisi della stampa \u00e8 al centro del dibattito pubblico, poich\u00e9 anche da un&#8217;informazione di qualit\u00e0, forte e indipendente dipende la salute della democrazia e dei mercati. Perch\u00e9 non possiamo aprire qui un percorso in quella direzione sapendo che l&#8217;unico rischio che corriamo \u00e8 di dare pi\u00f9 forza e autorevolezza al nostro giornale?<\/p>\n<p>Chiudiamo con una citazione, il titolo di un libro, di un grande reporter italiano, Tommaso Besozzi, il giornalista che scopr\u00ec la messinscena dietro l&#8217;omicidio di Salvatore Giuliano, il padre dell&#8217;ideatore del nostro Domenicale: i giornali non sono scarpe. No, i giornali non sono scarpe, sono una piccola opera di comunismo reale, l&#8217;ultima forse, un piccolo o grande prodotto intellettuale che si fa ogni giorno e che ogni giorno prova a raccontare tanti mondi. Ma si tratta di prodotti particolari per i quali serve consenso e comunione d&#8217;intenti. Ogni sera quel caos in cui si svolge perlopi\u00f9 la vita di redazione arriva a una sintesi comune e quasi per miracolo il giornale va in edicola. Prova d&#8217;orchestra. Signori, allora nelle decisioni che state prendendo ricordate di non uccidere cos\u00ec un giornale, di non mortificare cos\u00ec una redazione.<\/p>\n<p>www.ilsole24ore.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Queste sono le ore pi\u00f9 drammatiche nella storia del Sole 24 Ore. E quanto distanti dalla retorica di pochi mesi fa nelle celebrazioni per i 150 anni della testata. \u00abL&#8217;ha detto il Sole\u00bb certo, ma adesso non vorremmo dovere scoprire \u00abL&#8217;hanno fatto al Sole\u00bb, tra indagini giudiziarie e inchieste amministrative. Sia le une sia le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3401,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.1","language":"it","enabled_languages":["en","it"],"languages":{"en":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"it":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/128"}],"collection":[{"href":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=128"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/128\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3399,"href":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/128\/revisions\/3399"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3401"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logoutmedia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}